Mi ero ripromesso più e più volte di scrivee un articolo nuovo, ma per vari motivi non ne ho mai avuto il tempo. Il “bollettino” di Novembre segna Uncharted 3, scuola, nuovi amici, acquisti e altro.
Scuola: è iniziata a metà settembre, e non sta andando così male come temevo. L’impatto con le suoeriori è stato buono e non traumatico, e anche come classe mi sono trovato piuttosto bene. Ho avuto modo di legare con un po’ di persone, alcune davvero molto divertenti e simpatiche. Mi aspettavo peggio, ma meglio così.
Oramai siamo arrivati a novembre: è strano come tornando indietro con la testa ci si renda conto che quello che credevamo non passasse mai, arriva con una velocità incredibile, e quando dedichiamo qualche attimo a questo pensiero, nella maggior parte dei casi vorremmo tornare indietro. Siamo usciti da poco da ottobre, mese in cui c’è stata una moria di gente assurda: prima il mitico Steve Jobs, che era da poco diventata una mia figura ispiratrice per il suo carisma e il suo modo di pensare, poi è toccato all’inventore del linguaggio C, Bibbia di ogni programmatore, poi è venuto a mancare il creatore dell’IA, l’Intelligenza Artificiale, ed infine Marco Simoncelli, che personalmente non seguivo come sportivo, ma lo ricordo come una persona simpatica e competitiva. Tornando al discorso precedente, siamo usciti da ottobre. Pensandoci ho avuto un’idea molto generica di cosa è lo scorrere del tempo, e di come sia inesorabilmente inarrestabile. Ho capito soprattutto che bisogna vivere ogni singolo giorno nel modo migliore possibile, ma non con droga o altre schifezze simili, ma semplicemente stando in pace con se stessi, cercando di affrontare ogni problema, insicurezza o paura, e vivendo come è meglio per noi. La cosa strana è che queste cose noi le sappiamo di default, sono dentro di noi sin dalla nostra nascita. Chissà come mai l’uomo è riuscito a creare cose così complesse e meravigliose come cose orribili, è riuscito a raggiungere traguardi solo alcune decine o centinaia di anni prima ritenuti impossibili, ha affrontato catastrofi e difficoltà ma non è ancora riuscito a comprendere nel modo migliore cosa bisogna fare per vivere nel significato più profondo della parola.
Non credevo che questa semplice riflessione si protraesse in qualcosa di così vagamente poetico…
